UNA SERATA CHE NON VERRA' DIMENTICATA. SABATO 17 LUGLIO 2010 : eccezionale evento in Valsassina, con diversi esponenti del corpo musicale di Pasturo che fanno parte anche della Fanfara Alpina di Asso, ovvero la Fanfara ufficiale della sezione di Como.
L'importante gemellaggio tra Pasturo e Asso in uno spettacolo davvero unico: una sfilata a tempo di musica lungo le vie principali di Pasturo fino al campo sportivo presso l'oratorio del paese, dove è stato rappresentato un suggestivo “carosello”, ovvero un'esibizione figurata formata da ben 36 musicanti, che si sviluppa attraverso le note musicali, a passo di marcia, sotto la guida dei tamburi imperiali e dei rullanti.
L'affluenza del pubblico è stata notevole!!!
Infatti la Fanfara Alpina di Asso può essere messa sul piano delle ‘vere’ bande militari. Non si tratta solo dell’uniforme che indossa, ma di ben altri contenuti. E’ una questione di forma, direi di stile, con cui la banda suona, sfila e si produce in caroselli molto complicati, con una precisione che si può definire veramente militare. Come in tutte le cose, i risultati non piovono gratuitamente dal cielo, ma sono il frutto di impegno, disciplina ed una buona dose di sacrificio. I musicanti frequentano regolarmente due tipi di scuola: quella squisitamente musicale e quella fatta di un addestramento formale vero e proprio. Si deve anche considerare che la fanfara non è la solita banda del paese, ma un reparto di formazione, a cui aderiscono musicanti provenienti da diverse località e già appartenenti ad altri complessi.
Il singolare spettacolo ha avuto inizio a Pasturo, alle ore 20.30 in via Roma, da dove è cominciata la parata, proseguendo per viale Trieste, via IV Novembre e via Manzoni fino ad arrivare al campo sportivo, dove alle ore 21 i musicanti hanno trionfato nella loro più spettacolare esibizione del carosello. I pasturesi che fanno parte della Fanfara sono Lorena Ticozzi, Silvano Panzeri, Sergio Invernizzi, Franco Doniselli, Michela Ticozzi, Ignazio Invernizzi, Alessandra Ticozzi, Luca Galbiati, Federico Invernizzi, Silvio Prandi, Arianna Invernizzi.
Oltre i pasturesi, fanno parte della fanfara di Asso, molti musicanti tra cui una decina di donne, il gruppo è guidato e coordinato da Gianluca Rivolta.
Uno spettacolo che ci ha regalato una serata davvero fuori dal comune. Lo stesso evento è stato presentato la sera del 16 luglio, presso il campo sportivo di Asso. Un insieme di musica e movimento creando delle suggestive figure come il numero otto, il cuore, la stella, la spirale e per finire la lettera A, lettera che ha molti significati: A come Associazione Nazionale Alpini, A come Asso, A come Alpini.... L'emozione suscitata ad ogni configurazione era palpabile, la si sentiva nell'aria nonché dalle esclamazioni di stupore da parte del numeroso pubblico intervenuto all'esibizione.
I brani musicali presentati sono stati : National Emblem, marcia composta nel 1902, Principe Eugenio, marcia dell'ordinanza dell'Arma di Cavalleria che commemora il valoroso Principe Eugenio di Savoia, The Thunderer, una della marce più belle epiù famose di Sausa, Longstreet Dixie, brano proposto da Lex Abel, noto soprattutto per i suoi dixie e boogie. A conclusione dell'emozionante spettacolo sono stati eseguiti due brani, molto cari agli alpini, che oltre ad essere suonati sono stati anche cantati con molta enfasi: “Sventola il tricolore” e il “33”, ovvero l'inno degli Alpini. CRISTINA ROVELLI
INTERVISTA A GIANLUCA RIVOLTA, CON IL RUOLO FONDAMENTALE DI “MAZZIERE” DELLA FANFARA.
DA QUANTI ANNI SEI NELLA FANFARA E QUAL E' IL TUO RUOLO PRECISO? Sono nel gruppo dal 1988, suono il trombone e ho il compito di coordinare le parate, di preparare i musicanti a suonare e contemporaneamente a creare delle figure. E' molto importante che tutti sentano profondamente l'importanza di muoversi e suonare come se fossero un tutt'uno, deve essere un vero e proprio lavoro di squadra. Tutti sanno che ritengo importante anche la perfezione nell'indossare la divisa, per questo nessuno si sognerebbe mai di presentarsi in disordine, ciò danneggerebbe l'immagine e lo spettacolo stesso non avrebbe lo stesso impatto visivo.
COME NASCE LA FANFARA DI ASSO? Nasce dalle ceneri del primo corpo bandistico locale, formatosi nel 1840. La Fanfara vera e propria viene costituita nel 1969 e dal 1970 apre tutte le sfilate della sezione alpini di Como ed è immancabile in occasione delle adunate nazionali. Tra le esperienze più emozionanti ricordo l'adunata nazionale a Catania e gli impegni all'estero come quello del 2009 in Francia, in occasione del festival internazionale di Fanfare Militari, dove la Fanfara di Asso, in rappresentanza dell'Italia, si è confrontata con bande militari provenienti da Svezia, Ucraina, Bulgaria, Inghilterra e Francia.
COME E' ARRIVATA A RAGGIUNGERE LIVELLI COSI' PRESTIGIOSI? Tutto si deve al cambiamento iniziato nel 2003 con l'acquisto di nuovi strumenti, come i sei imperiali, la scelta di una nuova divisa e la presenza del mazziere. Oggi la Fanfara di Asso, proprio come una vera e propria fanfara militare si distingue per l'impeccabile esecuzione del Carosello e la precisione delle posture; questo perchè i nuovi aggiunti hanno saputo affiancare i componenti più anziani, imparando a marciare suonando e a intonare quelle melodie alpine che sono il vero collante del gruppo.
COME SI FA AD ENTRARE IN UNA FANFARA E QUALI SONO I REQUISITI RICHIESTI? Innanzitutto bisogna conoscere la musica e frequentare una scuola. E' richiesta la costanza nello studio, la pazienza e la disciplina. Bisogna poi imparare a conoscere le marce, sentire il tempo in modo molto naturale, muoversi con molta disinvoltura nelle varie posture. Ma la cosa più bella è che chiunque può cimentarsi in questa disciplina, perchè vi è uno scambio continuo che ti arricchisce sempre di più, il vecchio insegna al giovane e il giovane insegna al vecchio, quando si suona non esiste l'età. Si può già iniziare a frequentare una scuola a 12 o 13 anni, direi che sono necessari almeno due anni di studio per raggiungere un risultato minimo che ti permetta di cominciare a suonare in un gruppo. E' bene essere consapevoli che l'impegno richiesto è di diverse sere ogni settimana e spesso si sacrifica anche il weekend, ma la gioia e la soddisfazione di quel che ti dà questa disciplina è di gran lunga superiore alle rinunce fatte.
QUAL E' LA COSA PIU' BELLA DI QUESTA TUA PASSIONE E, A LIVELLO CARATTERIALE, COSA PUO' DARE A UN GIOVANE CHE SI AVVICINI ALLA MUSICA, ALLE PARATE E AL CAROSELLO? Io faccio parte dell'associazione WAMSB, a livello mondiale, che trova il suo corrispettivo in Italia nella IMSB e da quando faccio parte della fanfara, ho avuto molte occasioni di viaggiare in giro per il mondo e questo è quello che mi esalta di più. Viaggiare, scoprire nuove culture, nuovi personaggi insieme a persone con cui sono ben affiatato, persone che provano le mie stesse emozioni, che affrontano ogni volta le mie stesse fatiche è sicuramente la cosa più entusiasmante. Chi entra in un gruppo di questo genere, anche se non conosce nessuno, per forza di cose si trova ad essere subito coinvolto, responsabilizzato in un ruolo, insomma non può sentirsi solo! Tutto ciò forma un carattere determinato, nell'imparare il rispetto delle regole, la disciplina, la rinuncia, il dominare le emozioni, in un vero spirito di squadra.
I PROSSIMI EVENTI? A settembre saremo a Bellusco per il 25° della fondazione e a ottobre a Boario Terme per il raduno nazionale.
INTERVISTA A SERGIO INVERNIZZI DA BEN 33 ANNI NELLA BANDA MUSICALE DI PASTURO E DA 3 NELLA FANFARA DI ASSO
A QUANTI ANNI HAI COMINCIATO A SUONARE E QUAL E' STATO LO STIMOLO CHE TI HA SPINTO AD ENTRARE NELLA BANDA MUSICALE DI PASTURO?
Avevo 16 anni ed è stato mio padre a inserirmi nel gruppo, fra l'altro suonava già anche un mio amico e quindi ero anche più motivato. Poi la passione per la musica ha fatto il resto, man mano andavo avanti sentivo che suonare faceva sempre più parte della mia vita. Non finirò mai di ringraziare mio padre per avermi trasmesso questa passione!!!
CHE STRUMENTO SUONI?
Attualmente suono il trombone e la batteria. All'inizio ho cominciato con la tromba, ho fatto anche parte della banda militare dei granatieri. Ho un bellissimo ricordo di quel periodo.
HAI COMINCIATO A SUONARE A 16 ANNI E NON HAI PIU' SMESSO?
A dire il vero ho abbandonato il gruppo per qualche anno ma poi, il richiamo della musica è stato più forte di ogni altra cosa, non ho resistito, quando sentivo gli altri suonare, una bruciante nostalgia si impossessava di me..... così sono rientrato nel corpo musicale di Pasturo. Poi, un giorno, mi hanno chiesto se potevo andare a Asso a suonare perchè avevano bisogno qualcuno che suonasse il trombone, ho accettato con entusiasmo e da allora non me ne sono più andato e faccio parte della Fanfara di Asso.
CHE TIPO DI STRUMENTO E' IL TROMBONE ?
E' uno strumento molto completo come lo sono i bassi, la batteria e il corno, perchè possono suonare un po' tutto, anche da solisti ma, prevalentemente, vengono usati come strumenti di accompagnamento. E' importante in un gruppo avere questi strumenti, perchè una musica senza accompagnamento è come un bel quadro ma senza colori, non so se rendo l'idea!
CONSIGLIERESTI A QUALCUNO DI SEGUIRE LA TUA STRADA? CHE REQUISITI SONO RICHIESTI, QUAL E' L'IMPEGNO NECESSARIO?
Sicuramente consiglierei di imparare a suonare, indipendentemente dall'età, perchè la musica ti arricchisce sotto ogni punto di vista. Ci sono diversi ragazzini che frequentano la nostra scuola, il timore è che, crescendo, vengano distratti da altre cose, è abbastanza tipico che abbandonino tutto nell'età adolescenziale. Quando si è adulti, invece, si è molto più motivati. Certo ci vuole una grande passione che si scopre di averla man mano si impara a suonare, la soddisfazione che si prova ti ripaga di tutta la fatica accumulata negli anni di studio. Ci vuole costanza e pazienza, è come una sfida con sé stessi.
QUANDO SI FINISCE DI STUDIARE? Non si finisce mai, è una continua ricerca per migliorare il proprio stile, per affiatarsi meglio con gli altri, per riuscire a trasmettere al pubblico che ci ascolta tutte le emozioni che si provano suonando. Quando hai imparato a suonare uno strumento, poi cominci a suonare con gli altri e qui è come se dovessi ricominciare a studiare tutto da capo, perchè è molto diverso suonare da soli rispetto a quando devi sincronizzarti con gli altri. Nel carosello poi si aggiungono anche i movimenti del corpo e la cosa si complica ancora di più! Ma quando finisci l'esibizione e vedi il pubblico che applaude entusiasta, allora tutto l'impegno dedicato viene ricompensato.





