Caro Direttore,
le ultime sconfitte elettorali subite dal PD, anche in provincia di Lecco, hanno messo in moto (almeno apparentemente) una macchina rinnovatrice. Un partito che ambisce ad essere rappresentativo del ceto medio produttivo e dei bisognosi di ogni territorio deve cambiare il gruppo dirigente per vari e ovvi motivi: primo perchè se ci si dichiara democratici è giusto che non siano i soliti noti-a volte arroganti, sprezzanti e irriguardosi nei confronti di altri che cercano di manifestare, apertamente e correttamente, il loro pensiero-
che invocando i loro meriti politico-carrieristici ( che sono sempre in qualche modo falsi, a ben riflettere) si ripropongono al cambio di ogni stagione, a volte senza neppure cambiarsi d'abito; secondo, ma più importante motivo, perchè solo cambiando persone si possono introdurre veramente nuove idee e nuovi modi di intendere e fare politica sui territori;
terzo perchè i cittadini, interessati o non interessati, sono arcistufi di veder comparire i soliti volti ovunque sugli organi di stampa, in televisione, sui manifesti e a volte in altri posti; quarto perchè il gruppo dirigente attuale non ha saputo evidentemente capire le vere istanze dei cittadini e in effetti non è stato in grado, e non poteva esserlo per sua natura, di coinvolgere minimamente i ceti sociali in un'azione collettiva di tutela degli interessi pubblici e strategici;
quinto perchè è fin troppo chiaro che nel PD c'è bisogno anche di dirigenti che sappiano garantire un sostanziale equilibrio tra gli orientamenti di pensiero laico o cattolico che siano; sesto, e mi fermo anche se potrei continuare a lungo a elencare motivazioni, perchè in Italia mi pare ( e non solo a me) che più che dirigenti politici ai vertici dei partiti vi siano sempre più uomini e donne di spettacolo televisivo e il PD deve fare eccezione. I cittadini vogliono democrazia in termini concreti di giustizia in ogni senso, possibilità di lavoro per tutti e di poter condurre una vita almeno dignitosa senza dover ogni giorno subire la vista di pochi che sprecano risorse di ogni tipo e di tanti che davvero non arrivano a fine mese a comprare pane e latte per i propri figli. Cordiali saluti.
Davide Marrazzo





