Isolamento del Qatar: imprese lecchesi impegnate avranno qualche difficoltà

Sette imprese del territorio Lecchese sono impegnate in Qatar in vari settori, edilizia, componentistica auto e moto, medicale, illuminotecnica, mobili e serramenti. Il Qatar è stato accusato negli scorsi giorni di finanziare i terroristi e per questo fatto oggetto di provvedimenti duri da parte di alcuni altri Paesi del Golfo che hanno annullato i rapporti diplomatici, chiuso le frontiere e i collegamenti con il Qatar e invitato gli abitanti di tale Paese presenti nelle Nazioni che hanno preso questo provvedimento, a lasciare questi Paesi in tempi brevi.

Si è verificato, quindi, uno strappo nel mondo arabo ma le nostre aziende che stanno operando in Qatar non hanno problemi a continuare la loro opera. In Qatar l’edilizia sta vivendo un periodo di grande sviluppo e le imprese italiane che lavorano in questo settore sono parecchio ricercate. Il problema, semmai, deriva dalla logistica. Se i contatti in corso con la mediazione si Turchia, Oman e Kuwait non dovessero dare risultati positivi, si porrà il problema di aggirare le frontiere chiuse con aumento dei costi e nuovi canali per lo sdoganamento delle merci.

Non è facile operare in Qatar, i contatti non possono essere diretti ma solo per interposta persona, un aggancio che sia addentro nel sistema di appalti del Qatar, che significa una persona che faccia parte della famiglia dell’Emiro.

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